Carlo Piola Caselli
La corazzata Avérof varata a Livorno


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     Il programma è di mettere in marcia, entro l'anno, quel grande stabilimento italiano, col concorso degli amici Vickers (94) e l'appoggio dell'Acciaieria di Terni, che va facendosi industrialmente sempre più potente e perfetta, in via di compimento a La Spezia, ossia un grande stabilimento italiano d'artiglieria.
     L'intento di Orlando è di presentarsi sul mercato estero sorretto da quella potente leva della diplomazia finanziaria, in Italia finora ignorata, che invece all'estero è assai usata, ma ... a beneficio dei nostri competitori (applausi)!
     Perciò se, per le ristrettezze finanziarie dell'Italia, la terza unità è stata destinata all'estero, l'oratore si dice sicuro che la “Giorgio Avérof” saprà degnamente far sventolare il vessillo ellenico, per cui formula l'augurio che questo potente arnese di guerra, preparato dall'industria italiana, sia strumento di pace e di progresso, per la futura unione di tutti gli interessi dell'antico e glorioso Oriente (applausi fragorosissimi).
     Invita quindi ad alzare i calici alla prosperità della Grecia, alla salute del suo Re e della famiglia reale. “Viva la Grecia! Viva l'Italia!”. Seguono applausi e grida “Viva l'Italia! Viva la Grecia! Viva il Cantiere livornese!”. (95)
     

Il discorso dell'ammiraglio Baggio Ducarne
in rappresentanza del ministro Bettolo

     Terminate le ovazioni, prende la parola l'ammiraglio Baggio Ducarne, comandante l'Accademia Navale di Livorno, in rappresentanza del ministro della Marina on. Giovanni Bettolo.

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(94) La Vickers, industria meccanica inglese, fondata nel 1828 da Edward Vickers (1804-1897) che, attraverso filiali e consociate, era arrivata a coprire tutti i settori della meccanica (costruzioni navali, delle armi e poi aerea).

(95) Gazzetta Livornese, Ibid.